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INTESA SANPAOLO
 

Symbola - Unioncamere

Questo contributo è stato realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere

L’industria conciaria italiana, i cui prodotti sono noti in tutto il mondo per la qualità della lavorazione e lo stile, detiene una posizione di indiscussa leadership a livello internazionale. Nonostante la fase di recessione economica e la forte concorrenza di alcuni Paesi extra Ue che fanno ricorso a pratiche di dumping e a misure protezionistiche, l’Italia realizza il 66% della produzione europea e il 16% di quella mondiale.

Nel 1961 l’Italia compie cento anni. Il Paese ha alle spalle un pesante conflitto mondiale, che lo ha visto sconfitto, ma nonostante questo ha ritrovato una diffusa e straordinaria fame di futuro. Un’energia che opera una prima grande transizione del nostro sistema produttivo da un’economia agricola a un’economia industriale e che lo porterà in pochi anni a conquistare un ruolo di primo piano tra i paesi avanzati.

La green economy è per l’Italia, più ancora che per altri paesi, una chiave straordinaria per affrontare le sfide che abbiamo davanti, mobilitando le migliori energie.

Di fronte ad una crisi lunga e difficile tutti sappiamo che non basta interrogare gli aruspici per conoscere il futuro. Soprattutto se interpelliamo gli stessi che nel passato recente si sono rivelati incapaci di prevedere la crisi o l’hanno, addirittura, in parte provocata.

Frutta al Paese quasi il 5% della ricchezza prodotta (4,9%, per l’esattezza: 68 mld di euro) e dà lavoro a un milione e mezzo di persone (il 5,7% dell’occupazione nazionale).

Superiore, ad esempio, al settore della meccanica e dei mezzi di trasporto. Eccola la risposta a chi sostiene che la cultura “non dà da mangiare”: è contenuta nello studio ‘L'Italia che verrà - Industria culturale, made in Italy e territori’.

Questo contributo è stato realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere

PREMESSA - Negli ultimi anni, con l’aggravarsi della congiuntura economica negativa, si è delineata una nuova visione del rapporto fra competitività e sostenibilità ambientale. E’ oramai condivisa l’idea che l’ambiente rappresenti un fattore fondamentale per la crescita economica, il cui deterioramento può mettere a repentaglio la capacità stessa dell’impresa di competere e stare sui mercati.

 
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