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Confartigianato

A cura di Confartigianato

I ‘cattivi contesti’: un freno alla crescita

L’economia italiana si dibatte tra l’incudine della bassa crescita e il martello di un alto debito pubblico. A fine 2011 il debito pubblico è di 1.909 miliardi di euro, in 10 anni cresce di 552 miliardi passando dal 108,8% del PIL nel 2001 al 120,6% del PIL del 2011.

Il 'made in' influisce sugli acquisti del 31,7% dei cittadini europei. Il sistema di offerta del made in italy è dato da 454.318 imprese manifatturiere che occupano 4.381.159 di cui 3.739.185 dipendenti addetti. La dimensione media delle imprese del made in italy è di 9,6 addetti.

L’export italiano ad inizio 2011: +21,1%; crolla l'export verso il Nord Africa (-6,4%) Il made in italy ad inizio 2011. In questa Elaborazione flash presentiamo una analisi degli ultimi dati sugli scambi commerciali che, per un paese manifatturiero e vocato alle vendite all’estero come l’Italia, rappresentano un driver fondamentale per la crescita.

Nei cinque paesi dell’Africa settentrionale - Algeria, Egitto, Libia, Marocco e Tunisia - nel 2010 esportiamo prodotti manifatturieri per 13.100 milioni, con una quota del 4,1% del nostro export in tutto il mondo. Dagli stessi paesi importiamo per 5.481 milioni di euro, con un avanzo commerciale di 7.620 milioni di euro. Nel 2010 l’export nell’Africa settentrionale è salito del 15,4%. La crescita è trainata dall’incremento dell’export verso la Tunisia (+33,6%). Meno dinamico il mercato del Marocco (+4,3%).

A giugno 2011 tasso di disoccupazione all'8,0%. Cresce l'inattività: tra i 25-54 anni uno su quattro non si offre sul mercato. La disoccupazione per i più giovani (under 25) è al 27,8%, 7,5 punti superiore al 20,3% dell'Eurozona. In cerca di lavoro 1.183.000 giovani under 35. Condizioni migliori dell'Europa nella fascia 25-34 anni. Nella Grande Crisi calo di 1.016.000 occupati giovani under 35.

Il 19% dei finanziamenti a MPI con meno di 20 addetti. In aprile 2011 sono in crescita dell’1,8% rispetto a giugno 2010, con un maggiore dinamismo in Liguria, Umbria e Piemonte.

Società, imprenditorialità, lavoro, esportazioni e finanza pubblica a 150 anni dall’Unità

E’ diffusa tra gli artigiani una certa soggezione per la Storia con la “S” maiuscola, forse perché allenati ed abituati ad affrontare le “cose” di ogni giorno in una dimensione profondamente radicata nella propria vita, nel proprio lavoro, nella comunità di appartenenza. Dunque, la storia di tutti giorni, la storia della vita delle persone.

Un indicatore delle condizioni di contesto delle imprese dei distretti italiani

1. Le criticità della competitività delle imprese e del 'sistema Paese'
I distretti italiani sono immersi nella competizione globale. Nei territori con specializzazione produttiva si concentra circa un quinto del made in Italy (Fondazione Edison, 2010) e nelle imprese dei distretti lavora circa un milione e mezzo di addetti, il 31,9% degli addetti del comparto manifatturiero (Unioncamere, 2010c).

 
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